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.: Dal Presidente ASSO.N.A.T.


Avv. Luciano Serra
Presidente ASSO.N.A.T.


Cari Associati,


questo anno ricorre il XXV° Anniversario della fondazione dell’ASSONAT- Associazione Nazionale Approdi e Porti Turistici. Un lungo periodo questo, che testimonia la serietà del lavoro svolto e la volontà di difendere i legittimi interessi della portualità turistica da noi rappresentata. Tutti Voi siete consapevoli dell’enorme sforzo organizzativo portato avanti in questi anni in termini di comunicazione e di presenza e che ha consentito una crescita esponenziale del numero dei nostri associati.

 

Il Convegno del 19 aprile ha consentito di confrontarsi con le istituzioni e gli operatori del settore sul tema dello sviluppo della portualità:
1. quale volano di crescita economica per il territorio;
2. della necessità di un miglioramento qualitativo dei servizi e della tutela ambientale;
3. degli aspetti critici derivanti dall’approvazione della legge finanziaria 2007.

Lo sviluppo della portualità turistica ha contribuito negli ultimi 10 anni alla crescita del turismo nautico in modo costante e diretto, incidendo in maniera significativa sul prodotto interno lordo in una percentuale complessiva stimata nel 2,2%. I moltiplicatori della produzione e dell’occupazione in questo settore sono particolarmente significativi, i più alti in assoluto tra quelli dei vari comparti.
In termini occupazionali basti pensare che rispetto alle circa 12.000 unità lavorative dell’industria nautica, corrisponde un indotto di oltre 80.000 addetti. In tale comparto la costruzione di una imbarcazione rappresenta il primo anello di una filiera che consente la nascita di una serie ulteriore di attività, quali il commercio, la locazione, il noleggio, le scuole e i centri d’istruzione, la stampa specializzata, i servizi finanziari, i servizi professionali, i convegni e le fiere, mentre le nostre strutture portuali, connesse anche alla manutenzione, alla riparazione, al guardianaggio, all’accoglienza e alla ristorazione dell’utenza, rappresentano l’ultimo e più significativo anello di questa realtà economica. Conseguentemente nel recente passato le strutture portuali turistiche sono state oggetto di interventi di ristrutturazione diretti a soddisfare la domanda di nuovi posti barca, mentre l’Autorità politica italiana ha sentito la necessità di promuovere la realizzazione di nuove strutture portuali. Lo strumento giuridico che ha permesso questo nuovo corso è stato il DPR 509 del 1997, conosciuto come decreto Burlando.

La Liguria, la Toscana, il Lazio, la Campania, la Sicilia, la Sardegna e la Puglia hanno visto un significativo incremento delle loro strutture portuali turistiche.
Nel 2006, in particolare, sono stati realizzati ulteriori 3.000 posti barca (+3%), che hanno fatto raggiungere all’offerta italiana il numero complessivo di circa 130.000 posti, dei quali 54.000 in porti turistici, 44.000 in approdi turistici e 32.000 in punti di ormeggio.
Il nostro Paese quindi rispetto ai 225.000 posti barca del Regno Unito e ai 224.000 della Francia, si posiziona solo al 4° posto in Europa, in contraddizione palese con la sua caratteristica di leader mondiale nella produzione nautica. Certamente in questa realtà, un incremento dei marina non può che rappresentare una condizione indispensabile per consolidare la crescita della nautica da diporto.
Purtroppo l’attuale mancanza di un numero adeguato di tali strutture, determina l’allontanamento di unità verso nazioni più attrezzate, quali la Francia e la Spagna e più concorrenziali, quali la Croazia, la Grecia e la Turchia. Per vincere questa sfida l’Italia dovrà assicurare una nuova disponibilità di porti, approdi e posti barca, migliori servizi, tutela del patrimonio ambientale e una viabilità che agevoli l’uso delle attività portuali.
È altresì fondamentale che i porti turistici siano sempre di più integrati con i retroterra territoriali ed urbani e dotati di standard urbanistici e di servizio compresi quelli inerenti la tutela ambientale, rispetto a questi ultimi la portualità turistica ha avviato nell’ultimo decennio un processo di riqualificazione costante.
Un esempio per tutti la Campagna Bandiera Blu dei Porti e degli Approdi, giunta alla XXI° edizione. In questi anni la costante costruttiva collaborazione dei marina ha permesso di sviluppare
un percorso ambientale che fa onore al nostro Paese. Ma non ci dobbiamo fermare: spazi per migliorare la sensibilità ambientale ve ne sono ancora molti.


Conseguentemente solo i marina, che nella loro assoluta libertà comportamentale, saranno disponibili a rispettare gli obblighi vincolanti previsti da Fee Italia, potranno fregiarsi di un simbolo ambientale e di qualità internazionale particolarmente gratificante. Da sempre tutti i diportisti, nostri clienti, manifestano la loro passione per il mare anche attraverso una richiesta di una maggiore qualità dell’approdo, dei servizi, delle misure di sicurezza, delle informazioni e dell’educazione ambientale. In questa ottica, la vicinanza alle nostre strutture di aree marine protette deve essere valutata come ulteriore opportunità di crescita economica e di sviluppo della portualità turistica. Al riguardo non siamo contrari alle aree protette e ai parchi marini, purché siano individuabili nella loro perimetrazione, attraversabili e fruibili in quei settori con minore esigenza di difesa, così come avviene in altre paesi europei. In questa direzione, il tavolo tecnico della nautica sostenibile, costituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha dato vita ad un protocollo tecnico, che consentirà una migliore fruibilità delle aree marine protette e dei parchi nazionali costieri, attraverso un processo di revisione delle regolamentazioni e delle zonazioni per uniformare, nei confronti dei diportisti, le regole di accesso, di attraversamento e sosta nelle diverse aree. Questo è avvenuto proprio con il Ministro Onorevole Alfonso Pecoraro Scanio, che ha fama di dire sempre no e che quindi sembrava più intransigente “nei confronti del diportismo nautico”.
Al Ministro allora abbiamo chiesto di valutare anche la possibilità di giungere alla sottoscrizione di un accordo con l’ASSO.N.A.T. per implementare l’utilizzo di fonti alternative d’energia, al fine di ridurre drasticamente la relativa spesa. Infine, occorre ricordare che il miglioramento qualitativo dei servizi e della tutela ambientale passa attraverso rilevanti investimenti finanziari da parte dei concessionari, che vogliono adeguare le strutture portuali per renderle competitive e conformi alle nuove esigenze della nautica moderna. Tutto questo si potrà realizzare se gli stessi operatori troveranno accesso al credito e se dovranno rispettare procedure omogenee, che indichino e garantiscano tempi e modalità di esecuzione.

Quanto su esposto in termini di traguardi raggiunti e auspicati, contrasta purtroppo con il quadro normativo introdotto dalla finanziaria 2007. Prima della sua approvazione l’Associazione Nazionale Approdi e Porti Turistici ha sottolineato in ogni sede istituzionale le criticità che la sua approvazione avrebbe introdotto:
- l’aumento indiscriminato dei canoni demaniali di circa 10 volte;
- la durata temporale dei nuovi titoli concessori per un periodo massimo di 20 anni;
- la mancanza di chiarezza sulle norme che regolano il rinnovo delle concessioni demaniali.

Tutto questo oggi dopo la sua entrata in vigore mina in modo concreto la crescita e lo sviluppo di tutte le società operanti nel settore turistico portuale e ci costringe a rappresentare con forza la richiesta di un intervento legislativo che rettifichi tale impostazione.
Occorre inoltre ricordare anche le problematiche interpretative della norma sollevate già da alcune Direzioni Marittime al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e la circolare 9 marzo 2007 dell’Agenzia del Demanio che non ha fornito chiarimenti in ordine alla durata delle concessioni demaniali inerenti la portualità turistica. In ogni caso i consulenti stanno predisponendo le iniziative giudiziarie più opportune e necessarie a tutela dei nostri diritti primo tra tutti quello della nostra sopravvivenza.


Uniche note positive:
1. l’ordine del giorno presentato il 21 dicembre 2006 dall’Onorevole Sandra Cioffi e approvato dalla Camera dei Deputati (sottolineo dagli esponenti di entrambi gli schieramenti), che impegna il
Governo a favorire una politica di promozione della cultura del mare attraverso:
- lo sviluppo dell’eco compatibilità delle unità da diporto;
- l’aggiornamento e la semplifi cazione delle procedure amministrative del Regolamento di sicurezza per la navigazione da diporto;
- il riconoscimento del porto turistico tra le strutture ricettive con la conseguente applicazione dell’IVA ridotta;
- la non imponibilità IVA per le operazioni di unità da diporto destinate all’esercizio di attività commerciali;
- una nuova normativa sulla navigazione e la sicurezza per il noleggio e locazione per le piccole e medie imbarcazioni;
- la semplificazione delle procedure d’iscrizione delle navi da diporto in uso commerciale.
2. il testo del decreto legge presentato dal Senatore Mauro Cutrufo dove vengono affrontate le seguenti problematiche:
- la durata delle concessioni;
- il rinnovo delle concessioni subordinato al miglioramento del complesso portuale;
- la detrazione delle spese per i lavori di manutenzione straordinaria;
- la non applicabilità dell’ICI;
- l’inquadramento della figura del direttore del porto con le sue competenze e le sue funzioni;
- l’inquadramento del personale addetto ai servizi di banchina;
- la disciplina delle unità di transito.

Queste iniziative l’Associazione Nazionale Approdi e Porti Turistici le sostiene fortemente e ribadisce comunque la necessità di un riordino improcrastinabile della normativa del settore basato sui seguenti punti:
- uniformità sostanziale e formale degli atti di rilascio delle concessioni;
- durata certa delle concessioni (almeno 50 anni);
- rinnovo delle concessioni (diritto di prelazione in funzione degli investimenti effettuati);
- determinazione dei canoni demaniali sulla base della precedente normativa con il solo incremento dovuto ad indicizzazioni;
- disciplina normativa delle attività svolte nei porti turistici (posti in transito, rimozione auto, rimozione imbarcazioni, infrazioni al regolamento del porto e sanzione al diportista);
- normativa catastale: revisione generale del sistema di accatastamento;
- applicazione della normativa sugli incentivi alle imprese turistiche;
- normativa dei rifiuti (determinazione dei presupposti d’imposta oggettivi e soggettivi);
- dragaggi: utilizzazione della Conferenza dei Servizi.


Dunque occorre che l’attuale classe politica ascolti le nostre proposte e le valuti obiettivamente nell’ottica di tenere “le imprese al centro del progetto di crescita del Paese” così come sostenuto dal Governo. Da parte nostra la massima disponibilità e collaborazione e l’invito a tutti gli Associati ad essere sempre più coesi ed uniti per realizzare questo progetto di miglioramento della portualità turistica. Infine un ringraziamento sincero per il lavoro svolto a Giancarlo Bianco, Giuliano Valente, Gian Battista Borea d’Olmo e alla cara amica Anna Maria Paoletti, componenti del Consiglio Direttivo e ad Alessandro Marcelli amico e preziosissimo coordinatore della segreteria.



Avv. Luciano Serra
Presidente ASSO.N.A.T.

 
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